martedì, 28 aprile 2009

Per queste mie dichiarazioni, apparse nel mio blog il 7 di novembre 2008 e poi sulla stampa, la Petrazzoli si è intesa lesa nella sua onorabilità e mi ha querelato per diffamazione a mezzo stampa. Ma com'è suscettibile!

 

Sono cose sinistre

Torniamo sulla vendita del lotto di terreno di Pontenaia. Non si possono ignorare gli sviluppi della vicenda tanto ostacolata dai Sinistri fino al punto che, con fare da mafiosi e citando nome per nome ogni consigliere di Maggioranza, si è minacciata una denuncia alla Procura della Repubblica. Il giorno che il Consiglio comunale ha approvato la variante al Piano Regolatore, per consentire di vendere questo lotto e permettere così di dare ossigeno all’azione amministrativa strangolata dal vincolo del rispetto del Patto di Stabilità, abbiamo assistito alle intemperanze verbali e non dei consiglieri di Minoranza.

All’intervento di diffida del consigliere Cappelletti il sottoscritto ha ribadito dicendogli che alle minacce dovevano seguire, per coerenza, i fatti. Ma così non è stato: niente Procura, ma solo un atto informativo sulle nostre “malefatte”, spedito al presidente della Giunta regionale dell'Umbria, al presidente della Giunta provinciale di Perugia, al Ministero dei Beni Culturali, alla Soprintendenza regionale dell'Umbria per i Beni Architettonici ed all'Ufficio Territoriale del Governo.

Il fatto di una certa gravità è quello che il consigliere Caprini, mal consigliato, affermando che stavamo svendendo il lotto ad un soggetto predestinato, si è avventurato nello scrivere all’interno di una busta il nome del futuro acquirente. Poiché la busta chiusa è stata firmata da lui stesso e siglata pure dall’ingegner De Crescenzo, sarebbe il caso che davanti al Segretario Comunale questa busta venisse aperta per verificare se il nome che Caprini e compagni presupponevano come acquirente del lotto sia lo stesso che poi effettivamente s’è l’è aggiudicato all’apertura delle buste. Appunto, perché ieri, una società romana, gia presente nel nostro territorio con interessi immobiliari, si è aggiudicato il lotto, facendo affluire nelle casse comunali la somma di ben 1.080.000 euro (loro l’avevano inserito in un piano di vendite e la sua alienazione avrebbe fruttato 170.000). Si potrebbe ravvedere nel comportamento dei consiglieri di Minoranza il reato di minaccia e di calunnia e chissà, visto l’astioso atteggiamento di qualche consigliera, che non si decida di seguire questa strada.

La Petrazzoli la smetta di agitarsi scompostamente percorrendo i corridoi e gli uffici comunali con aria intimidatoria nei confronti di dipendenti esigendo verbali e documentazioni con quell’autorità che non ha più. A parte che tanto agitarsi e tanto astio non fanno bene alla sua salute, deve prendere atto, come ha affermato Boschi in seduta consiliare, che prima comandava lei e la corte della Zarina, ma che adesso comandiamo noi. Poiché di legge non me ne intendo molto, dovrò chiedere a qualche legale se è reato incitare i dipendenti comunali a boicottare e sabotare l’Amministrazione perché è di Centrodestra. Già, siamo arrivati anche a ciò.

Mario Epifani – Fiamma Tuderte

Commenti

PAZIENZA MARIO, PAZIENZA. Hai letto l'articolo stamattina sul Corriere dell'Umbria? Ancora con la storia del Settebello. A questo punto bandirei un concorso: è giusta la tesi del preservativo (scusami per la volgarità della parola) o quella del treno? Così i compagnucci avranno da trascorrere un altro po' di tempo a sollazzarsi, su cose inutili, invece di andare in Abruzzo, ad aiutare Franceschini nella ricerca spasmodica di consensi. Pensa, che LampaDario, come un novello Gesù è stato a Eboli.

Il maestro anti.co

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Non dimentichiamoci che la Nazionale Italiana di pallanuoto maschile si chiama SETTEBELLO. Sicuramente, secondo me, ci si riferiva a questa. Ah, c'è anche il settebello a scopa!

Mario Epifani

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A proposito del Settebello, non si puo fare a meno di andare a leggere questo articolo:

http://www.tuttoggi.info/articolo-14254.pdf

sempre Mario Epifani

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Secondo me non ha gradito che tu gli hai affibbiato dei movimenti scomposti quindi le prossime volte lasciando immutato tutto il resto potresti correggere il tiro utilizzando chesso' "la smetta di muoversi con fare sensuale e provocatorio".
Non c'hanno proprio gnente da fa'.
utente anonimo

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Tanto scalpore per l'operazione settebello! Ma allora l'Istituto Zoo...profilattico?
Comitato stop the piccions

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Già, caro Mario, l’hai colta nel vivo dicendole che non conta più niente, ma non trovo nelle tue osservazioni niente che non sia riconducibile alla normale dialettica ed al diritto politico di critica. Non credo sia offensivo dire: non comandi più e mettiti l’anima in pace che adesso tocca a me. Sprizza cattiveria come il cobra sprizza il veleno. Non ti fare intimorire.
Geltrude
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Mario
ma senti un pò ma dietro non è che ci sta qualche d'unA che la manovra?
certi grilli me dicono che sta sempre al cellulare pè ogni cosa al consiglio communale...
E poi lascia dì na cosa... alla fine si è tra colleghi consiglieri , de scontri ce ne stanno anche duri ma dovrebbe armanè tutto lì, comincià a minaccià ( e fa ) querele me sa tanto da compagno stile sovietico..me ricorda na certa Zarina ...
la Scimmia

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Cara Scimmia, effettivamente il promuovere querela per così poco non è giustificabile, ma ognuno si sfoga come meglio gli piace. Quanto sbagliano se pensano di intimorirmi! Poi, le avessi detto cotica!

Mario Epifani

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ma com'è?? hanno azzittato tam tam? o nun c'hanno più voglia de scrive... na' volta scrivevano anche che c'era un gatto morto su davanti alle piagge (in diretta) adesso niente....
utente anonimo

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Se vede che c'avra' qualche avvocato da aiuta' per fa' una querela cosi' cazzuta. Da' retta s'e' offesa perche' le hai detto che nun se sapeva move e visto la ...... che e' s'e' legata dal deto.
Smigule

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Cara scimmia, un vecchio proverbio del mio paese recita così: chi nasce tondo non può morire quadro. Sono stati al potere per molti anni, hanno dimenticato le regole della convivenza politica e di conseguenza quella sociale e civile che loro hanno coniato, ma che ora rivendicano. Bisogna aiutarli a rientrare nell' ordine normale della vita. Sono trascorsi solo due anni, troppo pochi per rieducarli alla vita comunitaria.
Il maestro anti.co
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domenica, 26 aprile 2009

Lo si sapeva gia'. Domenica 26 aprile dal Corriere della sera:

La nuova inchiesta Lo «Sciacallo» tira in ballo i servizi segreti americani. Torna la pista del tedesco Kram
Carlos «assolve» Mambro e Fioravanti
Strage di Bologna, è stato interrogato per la prima volta a Parigi
DAL NOSTRO INVIATO

PARIGI — Carlos lo sciacallo, per la prima volta davanti a un magistrato italiano, detta la risposta in lingua francese: «La strage del 2 agosto, a Bologna, non è opera dei fascisti». Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, così come Luigi Ciavardini, i neofascisti condannati per la bomba alla stazione coi suoi 85 morti e i duecento feriti, non avrebbero nulla a che fare con la terribile esplosione al tritolo che nell'estate del 1980 sbriciolò la sala d'aspetto di seconda classe e investì il treno Ancona-Chiasso in sosta sul primo binario. Ascoltato per rogatoria dal pubblico ministero bolognese Enrico Cieri, entrato alle nove di venerdì col funzionario della Digos Marotta nell'austero Palazzo di Giustizia parigino che guarda in faccia le punte della cattedrale di Notre Dame e taglia in due la Senna, il terrorista internazionale di origini venezuelane non batte ciglio e ripete: «A mettere la bomba a Bologna non sono stati né i rivoluzionari né i fascisti...».

Allora chi è stato, insiste il magistrato aggiustandosi gli occhiali sul naso. Ma Carlos, in camicia rossa, ben sistemato nei suoi sessant'anni in arrivo il prossimo 12 ottobre, va per i fatti suoi: «Io voglio parlare davanti a una commissione ministeriale, non a un magistrato... comunque quella è roba della Cia, i servizi segreti italiani e tedeschi lo sanno bene. Il guaio è che l'Italia è una semicolonia degli Stati Uniti, ragion per cui nel vostro Paese non si possono risolvere i tanti misteri... L'Italia dal 1943 è metà pizzeria e metà bordello degli americani, per questo non si risolve nulla... e lo stesso vale per la Germania, semicolonia americana dal 1945».

Carlos, il cui vero nome è Ilich Ramirez Sanchez, detenuto nel carcere francese di Poissy e famoso per l'assalto al quartier generale dell'Opec nel 1975, spiega anche perché «non possono essere stati i neofascisti» a mettere la bomba alla stazione di Bologna. «In quegli anni — detta — il traffico di armi ed esplosivi attraverso l'Italia era cosa soltanto nostra. Col beneplacito dei servizi italiani, coi quali noi rivoluzionari trattavamo personalmente, i compagni potevano attraversare l'Italia, così come la Grecia, con tutte le armi in arrivo da Saddam Hussein. Per questo posso certamente dire che in quei giorni mai ci sarebbe potuto sfuggire un carico di T4 grande come quello fatto esplodere a Bologna. Non sarebbe sfuggito a noi e di certo non lo potevano avere in mano i neofascisti italiani. Quel tritolo viene dai militari... Tra i rivoluzionari palestinesi e l'Ori (l'Organizzazione dei rivoluzionari internazionali, quella di Carlos, ndr) — puntualizza il terrorista — i patti con i servizi segreti italiani erano chiari: in Italia traffico di armi sì, attentati no... E noi abbiamo mantenuto la parola». Quindi Carlos demolisce anche la tesi di Cossiga, quella dello scoppio accidentale dell'esplosivo in transito: «Conosco bene quel tritolo, non suda, non si muove... per farlo saltare serve per forza l'innesco».

A fianco di Carlos, portato in tutta sicurezza al primo piano del tribunale circondato dalla Gendarmeria, ci sono gli avvocati Sandro Clementi e Isabelle Coutant. Con loro l'interprete Sophie Blanco. Davanti al terrorista, a far domande, stanno seduti il giudice istruttore Yves Jannier (che ha sostituito Brughier) e il pm Cieri, l'ufficiale di collegamento italiano in Francia, Forcella, e il magistrato italiano di collegamento a Parigi, Camelieri. Prima di iniziare «lo sciacallo» li fissa negli occhi uno per uno, prende carta e penna e chiede a ognuno di loro nome e cognome. Non tutti rispondono. A un tratto il magistrato bolognese tira fuori un album fotografico e chiede a Carlos se conosce Abu Saleh Anzeh, rappresentante in Italia del Fronte popolare per la liberazione della palestina (Fplp). Sorride, «lo sciacallo».

Prima di diventare segretario a Damasco di George Abbash, Anzeh era il suo uomo delegato ai rapporti con i servizi segreti militari. «Del resto noi eravamo organizzati militarmente — spiega Carlos — per questo subito dopo lo scoppio a Bologna ho ricevuto un rapporto scritto. Noi, prima di tutti, volevamo capire cosa fosse accaduto». A inviarlo, dice ancora, è stata Magdalena Cecilia Kop, nel 1980 una semplice militante poi diventata sua moglie, oggi ripudiata perché starebbe collaborando con il Bka, la polizia politica tedesca. «Andate a chiederlo a lei cosa c'era scritto... I servizi sapevano bene che a Bologna quel giorno c'era Thomas Kram e farlo saltare in aria con la stazione sarebbe stato come mettere la firma dei palestinesi sull'eccidio... Così l'Italia si sarebbe staccata dai palestinesi e avvicinata agli israeliani. Ma Kram (già interrogato dal pm Cieri, ndr) si è salvato e l'operazione è fallita. Thomas era braccato passo passo dagli 007... In realtà era diretto a Perugia. Perché non tutti lo sanno, ma il '68 non è nato a Parigi, è nato a Perugia nel 1967».

Biagio Marsiglia

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Commenti

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Piu' non risplende il denaro americano, il cancro sionista ormai minaccia invano la mano dei sovietici non fa paura la nostra aurora sorge gia' sicura. Contro il potere terrorista dello Stato si erge il contro potere organizzato , l'unita' di popolo spazzera' via l'usurato trono della borghesia. Ne fronte rosso ne reazione lotta armata per la Terza Posizione ecc. ecc. Luigi Ciavardini, Nanni e Marcello De Angelis, Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore mi sa' tanto che avevano visto giusto quando composero quello che era il manifesto di Terza Posizione ( la lotta armata la facevano con un martello) e guarda caso quegli apparati che loro additavano come male assoluto glielo hanno fatta pagare pesantemente.
M.G. 63

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Oggi anche Tam Tam si e' accorto del servizio pubblicato sul Corriere, lo ha fatto pero' in maniera particolare, si sono dimenticati di ricordare qual'era il perno dello stesso articolo e cioe' che un terrorista rosso (tra i piu' celebrati e carismatici) abbia di fatto scagionato quelli che, per effetto di indagini di comodo e di teorie democristianoidi, sono stati considerati gli esecutori della strage di Bologna. Certo che e' proprio difficile dover ammettere che su certi crimini fu' trovata la soluzione piu' comoda per l'opinione pubblica, la strage in quel caso doveva essere fascista e fascista e' stata con buona pace dei suonatori. Pero' tutti sapevano che c'era qualcosa che non tornava, tutti sapevano che i nomi dei condannati erano stati fatti, spesso per sentito dire, da delinquenti, tra i quali spiccava un certo Angelo Izzo o l'altro confratello della Magliana. Tutti sapevano che Fioravanti e Mambro erano si terroristi e come tali non si erano mai pentiti dei loro crimini, ma si erano sempre dissociati da Bologna, tutti sapevano che i ragazzi di Terza posizione non c'entravano nulla, tant'e' vero che il povero Nanni De Angelis, inquisito su dettatura di Izzo, mentre metteva la bomba alla stazione si trovava a giocare a football americano su un campo di Roma (ripreso dalle TV); tutti sapevano della ritrattazione fatta in punto di morte dal boss della Magliana. Tutti sapevano delle altre piste (Mossad incluso) , ma nessun magistrato le ha percorse, era piu' comodo e sbrigativo additare i giovani "fascisti" e cosi e' stato. Purtroppo pero' alcuni di questi attori, che tra le altre cose non avevano mai partecipato alla "lotta armata", hanno avuto la vita segnata ma gli e' andata comunque bene, al povero Nanni De Angelis, invece non e' stato concesso di potersi dimostrare, come lo era nella realta', estraneo, ci ha pensato la polizia a farlo fuori nell'ottobre del 1980, quando aveva poco piu' di venti anni, lui che il guerriero lo faceva soprattutto in campo e quando capitava, nelle piazze romane, armato in questo caso del solo martello di Thor. R.I.P. Nanni, tante schifezze stanno venendo a galla.
G.M. 63


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venerdì, 24 aprile 2009

LA STORIA NON SI
CELEBRA, SI STUDIA

Per motivi anagrafici non ho conosciuto il Fascismo e anch’io, come la maggior parte degli italiani, sono cresciuto a pane e resistenza avendo appreso la storia sui libri di testo. Solo che non mi sono accontentato della verità ufficiale, quella scritta dei vincitori, il risultato è stato che man mano approfondivo le mie conoscenze i dubbi aumentavano. Dubbi che a tutt’oggi nessuno è stato in grado di sciogliermi.
Il primo dubbio riguarda la definizione dei partigiani quali ”patrioti e combattenti per la libertà”. Il movimento partigiano era egemonizzato dal Pci, all’epoca diretta emanazione della Russia Sovietica da cui prendeva ordine tramite Togliatti, stretto collaboratore di Stalin che infatti viveva in Russia, il loro obiettivo era quello di instaurare a guerra finita una società di tipo comunista satellite dell'URSS.
I partigiani rossi hanno sì lottato contro un regime, quello fascista, ma al solo scopo di sostituirlo con uno sicuramente peggiore. Non si capisce quindi su quale base logica i partigiani si possano definire “patrioti” e combattenti per la libertà” se la maggior parte di essi voleva instaurare in Italia una dittatura spietata e per giunta sottomessa ad una potenza straniera.
Se l’Italia è ora una Repubblica "democratica" (sul concetto di democrazia torneremo) non è certo per merito dei partigiani, ma in virtù della divisione del mondo in due blocchi contrapposti decretata a Yalta nel ’45, da cui scaturì la nostra collocazione nel campo occidentale e la conseguente dipendenza americana.
Lo stesso discorso riguarda la Russia sovietica che contribuì alla sconfitta della Germania nazista per estendere il suo dominio su tutto l’est europeo e non certo per portarvi democrazia e libertà. Non dimentichiamoci poi che la Russia fu alleata della Germania fino al ’41 (patto Rippentrov-Molotov) e che con Hitler si spartì la Polonia due anni prima. Senza contare l’invasione sovietica della Finlandia che avvenne con l’assenso di Hitler e nella totale indifferenza delle democrazie occidentali.
Il secondo dubbio riguarda la definizione di “guerra di Liberazione", quando invece fu una classica guerra civile. I fascisti non venivano da Marte, erano italiani come italiani erano i partigiani (vi furono famiglie divise e fratelli che combattevano su fronti opposti). Inoltre i tedeschi non invasero l’Italia, c’erano già. Dopo la caduta di Mussolini, avvenuta il 25 luglio 1943, il governo Badoglio chiese aiuto dell’alleato tedesco per contrastare gli anglo americani che nel frattempo erano sbarcati in Sicilia. I soldati italiani e tedeschi si ritrovarono quindi a combattere spalla a spalla contro l’invasore americano fino all’8 settembre ’43, quando il Re e Badoglio con estrema disinvoltura passarono dalla parte del nemico.
Il contributo dei partigiani alla sconfitta tedesca fu, inoltre, del tutto marginale se lo rapportiamo all’enorme potenziale bellico messo in campo dagli alleati. Le fila partigiane s’ingrossavano man mano che l’esercito tedesco si ritirava sotto l’incalzare degli angloamericani. Gli stessi americani avevano una scarsa considerazione dei partigiani e li tolleravano solo perché facevano per loro il lavoro sporco come assassinare i gerarchi fascisti o i comandati tedeschi.
Il 25 aprile del ‘45 Mussolini era a Milano e solo dopo la sua partenza per trovare la morte a Dongo il capoluogo lombardo fu “liberato” dai partigiani che si abbandonarono ad una vera e propria orgia di sangue contro i fascisti o presunti tali, compresi i loro familiari, ben descritta dai libri di Gianpaolo Pansa, Giorgio Pisanò e Lodovico Ellena.
Il terzo dubbio riguarda la modalità di lotta dei partigiani. Mentre i fascisti combattevano a volto scoperto e in divisa, inquadrati nelle divisioni dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana o nelle varie milizie volontarie, i partigiani invece, pur potendo anch’essi vestire una divisa - essendo armati e finanziati dagli americani - e pur potendo combattere a fianco dell’esercito alleato o nel Regio esercito del Sud secondo le regole di guerra, preferirono il passamontagna, i soprannomi e la tecnica del mordi e fuggi a base di attentati e omicidi alle spalle. Tecnica sicuramente meno rischiosa per loro, ma devastante negli effetti. Il fine era infatti quello di scatenare la reazione tedesca e creare i presupposti per quella guerra civile, poi eufemisticamente definita di “liberazione”, che li avrebbe portati a sedersi al tavolo dei vincitori.
Sono dubbi su cui mi piacerebbe si sviluppasse un dibattito, sereno e senza reticenze, finalizzato a capire la storia e non solo a celebrarla come purtroppo avviene da sessant’anni, anche se comprendo benissimo che agli ex comunisti l’antifascismo è l’unica cosa di sinistra che gli rimane.

Gianfredo Ruggiero, presidente Circolo Excalibur - Varese

Commenti

Quando Pansa, uomo di sinistra, ando' a presentare il suo controverso (per i compagni) libro "Il Sangue dei Vinti" a Reggio Emilia, i difensori della democrazia e della liberta', per poco non se lo mangiarono vivo. In Italia e' semplicemente utopico pensare di mettersi al tavolo e discutere a 360°, in maniera seria e senza pregiudizi ideologici, della nostra storia recente e questo soprattutto per gli steccati insormontabili posti dall' establishment (pseudo intellettuali, giornalisti, politicanti) sinistroide.
Maurizio Galletti

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Quante cose ci hanno tenuto nascoste in nome di una democrazia nata sul compromesso.
Il maestro anti.co

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Mi auguro che prima o poi queste cose - magari da Pansa - possano essere dette anche in una trasmissione di rai 3 - magari quella di Augias - chissa che i compagni non si sveglino un po' dal letargo cerebrale.
utente anonimo
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Vedi, caro Mario, adesso ti devi incominciare a preoccupare, hanno pure la TV, da Roma a Todi sono solo pochi km.
Con viva soddisfazione che possiamo salutare un 25 Aprile storico: finalmente tutti quanti festeggiano senza se e senza ma, ma più che altro tutti quanti salutano il travolgente successo dell’unica rete televisiva sinceramente democratica, orgogliosamente libera, è «Red», la televisione privata di Massimo D’Alema, benché debitamente travestita con un editore chiamato «Nessuno Tv». Partirà alla grande con la tribuna politica di Ritanna Armeni, con una specie di reality per trovare il prossimo leader del Pd. Imperdibili. «Abbiamo una tv piccola, di nicchia - spiega Massimissimo -, ma è una tv vera. Se si sposa cultura e buon gusto...».C’è persino uno spot modernissimo, per il lancio della nuova campagna: una pecora rossa che esce dall’uovo, facendo il belato. Geniale. Se poi la spiegano, può essere pure meglio.
utente anonimo
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La Tv dei sinistri ci costa 4 milioni di euro.
il maestro anti.co
postato da: marioepifani alle ore 15:18 | Permalink | commenti (6)
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giovedì, 23 aprile 2009

Comunicato stampa

Non siamo meravigliati nell’osservare le guerra fratricida interna al centro-sinistra di Massa Martana. Purtroppo quello cui si assiste è un film già visto a Todi in occasione delle ultime amministrative locali. Come accaduto nel tuderte, ancora una volta, i socialisti sono umiliati dai loro “alleati ex – comunisti del Partito Democratico”, indisponibili a cedere di un millimetro di fronte ad ogni legittima e naturale aspirazione dei socialisti.
Nulla di nuovo, quindi, a Massa Martana, così come in ogni comune in cui gli ex –comunisti del PD, in un progetto di egemonia del centro-sinistra, mortificano via via le aspirazioni di chi per anni ha sostenuto amministrazioni guidate da esponenti dell’ ex PCI-PDS-DS . Quella che i socialisti subiscono a Massa Martana è un umiliazione e una mortificazione immeritata, a fronte della serietà e correttezza che da sempre ha contraddistinto la classe dirigente del PSI di Massa Martana.
Il veleno che i dirigenti del PD, in questo caso di Massa Martana, sputano sui socialisti, con riferimento alla vicenda del voto incrociato nelle elezioni di Todi, la dice lunga sulla considerazione che questi hanno dell’elettorato socialista, della sua autonomia intellettuale e del suo spirito critico. Si continua ad addebitare colpe ai socialisti senza scendere nell’analisi degli errori commessi dal PD e senza riconoscere il merito, grande, di chi, a Todi, ha saputo vincere interpretando il sentimento e le attese dei cittadini.
La spaccatura fra il Pd e i socialisti di Massa Martana non è tra l’altro una semplice divisione locale del centro-sinistra, ma una frattura politica ben più profonda, perché sancita dalla candidatura del Segratario Regionale Bruscolotti, massima rappresentanza umbra del Pd, contro quella di Luciano Antoniucci, esponente regionale storico dello Sdi.
La litania sul Presidente Pizzichini, infine, quando arriva da Massa Martana, risulta ancora più stucchevole perché intrisa di rancori che superano l’analisi politica e sfociano nelle delusioni delle “compagne tuderti” dei giovani dirigenti del Pd massetano.
Il congresso del Popolo della Libertà, il pubblico riconoscimento del Presidente Berlusconi a Bettino Craxi quale grande leader politico e alla figlia Stefania per il suo operato, la presenza nell’attuale Governo di quattro Ministri e di una folta schiera di parlamentari di estrazione socialista, sono l’immagine più chiara di dove sia oggi la maggioranza degli eredi del Partito Socialista Italiano.
Chi è stato ed è socialista, si accorge ora più che mai, di come sia impossibile mantenere alleanze con chi sistematicamente offende il ruolo e la storia dei riformisti italiani, preferendogli l’alleanza con Di Pietro, preferendo la sconfitta alla cessione di spazi e rappresentanze, e umiliando la funzione politica, sociale e civile che i socialisti hanno svolto e continuano a svolgere nel nostro Paese.

 
Ass. Amici della FONDAZIONE CRAXI di Todi

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giovedì, 23 aprile 2009
LA CASTA DEL NO (cioè la Sinistra)
COLPISCE A ROMA COME A TODI


Negli ultimi tre mesi sono stati presentati oltre 20 piani attuativi al Consiglio Comunale da parte degli Uffici del settore Urbanistica. Ciò significa che nella pratica sono stati sbloccati un numero rilevante di progetti “tenuti al guinzaglio” dalla precedente amministrazione.
Oggi scopriamo che i consiglieri di centro-sinistra manifestano ancora l'irrefrenabile e grottesca voglia di intralciare le attività dei privati cittadini.
Gli anti Mose, gli avversari del ponte sullo stretto di Messina, i contrari della TAV e del piano casa, anche a Todi, stanno dando il meglio di sè nella gara a frenare e ostacolare il processo di trasparenza e modernizzazione messo in campo dall'amministrazione Ruggiano nel settore dell'Urbanistica.
Il caso più eclatante si è consumato nella seduta dell'ultimo Consiglio Comunale dove il consigliere Geom. Contessa Pierluigi, perorando la questione già sollevata dal consigliere Petrazzoli Rita in Commissione Consiliare, ha di fatto costretto al rinvio un piano attuativo sostenendo la necessità del nulla osta della sovrintendenza.
Alle osservazioni sollevate dai consiglieri del PD ha risposto l'Assessore Moreno Primieri, replicando puntualmente sulla correttezza della procedura prevista dagli uffici, relativamente all'approvazione del piano attuativo in zona vincolata. Per tale atto, infatti, è previsto soltanto il parere della Provincia, mentre il nulla osta della sovrintendenza è previsto successivamente al momento della richiesta di permesso di costruire (o DIA).
Questo è ciò che prevede la legge ed anche la logica. Infatti non avrebbe senso richiedere una parere alla sovrintendenza sul Piano e non sull'opera da realizzare.
Con senso di responsabilità, pertanto, a fronte delle osservazioni poste dalla minoranza, il consiglio, unanimemente, ha rinviato la pratica per accertamenti.
La “morbosa attenzione” dei consiglieri di centro sinistra ha portato, quindi, al risultato a cui erano già abituati. La perdita di ulteriore tempo a danno del cittadino con l’obiettivo di gettare discredito sull'operato dell’Amministrazione e degli uffici che istruiscono le pratiche.
E’ storia che, quando a luglio 2007 il vice-Sindaco Primieri si è insediato all’assessorato Urbanistica, si è trovato di fronte a centinaia di pratiche ferme da anni. Solo un certosino lavoro di riorganizzazione strutturale ha consentito il rilancio della macchina delle autorizzazioni con ottimi risultati che sono palesemente sotto gli occhi di tutti. Purtroppo la buona volontà di un Sindaco, di un Assessore e di una maggioranza aiuta, ma, non basta da sola.
Se i consiglieri del centro sinistra, sistematicamente, vogliono mettere il proprio veto su atti che riguardano i singoli cittadini lo facciano pure, nel rispetto delle leggi e delle prerogative che riguardano le loro funzioni di Opposizione, ma si assumano la responsabilità di piegare legittimi interessi individuali a logiche politiche vecchie e obsolete che hanno il solo fine di rallentare e bloccare lo sviluppo e la crescita della città.
Todi, 22 aprile 2009

Gruppo Consiliare PDL
Gruppo Consiliare Fiamma Tuderte

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giovedì, 23 aprile 2009

Operazzione settebbello

 
Mo, co’ ‘st’operazzione settebbello
Todini l’assessore cià intenzione
de scenne in guera contr’ogni piccione
e fa’ de ‘sti pennuti ‘no sfracello.
Li sterilizza co’ un becchime adatto
e fanno l’ova boje detto fatto.

Rossini, predicanno fa: - è offenzivo
a la morale, è contro ogni raggione
sconsiderato che la religgione
te vieta l’uso der preservativo.-
Ma ‘sto sistema è più che funzionale:
te fa sparì i colommi, bene o male.

Sur tetto der commune a fa’ lo strillo
pe falli scappà via, faje pavura,
ciaveva la Zarina addirittura
schiaffato un farco finto. ‘Sto gingillo
fece sortì l’effetto paradosso
che li piccioni je cacorno addosso.

Dicheno che un ber nummero è sparito
e nun se sa che fine t’hanno fatto.
Li Destri so’ assassini? Gnentaffatto!
Ereno quei piccioni der Partito
de li Sinistri e mo che c’è Ruggiano
microrno in un commune più lontano.

Pasquino da Todi

Commenti

Ben tornato Pasquino, sentivamo la tua mancanza. A presto per delle nuove, visto che a Todi il materiale non manca.

Gistulio
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Che scandalo aver utilizzato il marchio di un preservativo. Ora in tutto il mondo si vergogneranno di Todi. Io piu' realisticamente trovo compassione (ma non piu' di tanto) per chi e' in preda ad allucinazioni senza fine e seguita a vaneggiare evocando demoni che esistono solo nel loro cervello ormai compromesso. Un consiglio cambiate pusher, che state utilizzando roba altamente avariata, ne va della vostra salute.
Ruggero Barretti
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Ma quanto sono attenti li compagnucci! Si son scandalizzati per un settebello, non si scandalizzano per i figli che bevono a 12 anni, fumano e si impasticcano, che non studiano e fanno i fotografi jutubati, non si scandalizzano per queste cose, tanto so' ragazzi! Bentornato Pasquino,
il maestro anti.co
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martedì, 21 aprile 2009

Casapounda

 

 

 

 

 

Iannone ed i suoi giovani

Mario Masci, assessore ai Lavori Pubblici del piccolo Comune di Poggio Picenze, dove l'associazione di Gianluca Iannone sta collaborando nella gestione del campo che ospita i circa 700 sfollati del Paese, ha rilasciato all’agenzia Adnkronos le seguenti dichiarazioni:

"L'emergenza non ha colore politico. Casapound, per noi , è un'istituzione e rimarrà a Poggio Picenze finché ce ne sarà bisogno. Siamo fieri di questi ragazzi, e chi li critica se ne può andare a casa. Hanno dato una mano grandissima.  Invece di criticare facciano anche loro qualcosa di costruttivo. Noi abbiamo bisogno solo di persone che lavorano e Cpi è una bella associazione che ci sta aiutando tantissimo. Hanno organizzato bene il magazzino del vestiario e dei prodotti igienici, dando a chi serve ed evitando sprechi. Ci aiutano anche a portare gli aiuti a chi non è stato sfollato, ma è riuscito a rimanere a casa propria. E, voglio sottolinearlo, lo fanno non adoperando i mezzi del Comune ma con i mezzi propri, privati. Non gravano in niente sul bilancio del campo, nemmeno mangiano qui, si organizzano da soli.
D'altra parte, checché se ne dica, nessuno si è lamentato per la loro presenza al campo. Tutti hanno accettato ben volentieri l'aiuto di Casapound e il suo modo di gestire le cose: rigido e trasparente, tanto è vero che ho già promesso che finita l'emergenza a Iannone gli daremo la cittadinanza onoraria."

postato da: marioepifani alle ore 16:41 | Permalink | commenti
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martedì, 21 aprile 2009

Comune di Todi

 

 

 

 

 

Todi, li 21 aprile 2009

OPERAZIONE SETTEBELLO

Nei primi giorni del mese di aprile è iniziata l’operazione SETTEBELLO, volta alla riduzione della popolazione dei piccioni che affollano il centro storico della città di Todi.
Tale operazione è stata programmata già dallo scorso anno, periodo in cui si è proceduto ad effettuare diverse catture tese all’analisi dello stato di salute dei volatili stessi, per verificare che i parassiti che normalmente convivono con questi animali, non siano forieri di malattie dannose per l’uomo.
Tali verifiche, pur dando dei risultati confortanti per quel che concerne la pericolosità dei parassiti riscontrati, non ci possono fornire dati totalmente rassicuranti per le problematiche ed i rischi che la popolazione residente nel centro storico potrebbe correre in futuro.
Per questa ragione, dal 4 di aprile, in collaborazione con la Gesenu, è iniziata la somministrazione del mangime anticoncezionale “Ovistop” che agisce sui piccioni “maschi” rendendoli inidonei alla procreazione, ma che, allo stesso tempo, non ne inficia in alcun modo le funzioni né ne altera lo stato di salute.
In sostanza, grazie a questa operazione, avremo una significativa diminuzione del numero di piccioni, che saranno non “fertili” e più sani.
Tutta l’operazione è sovrintesa dalla Freedoom, società all’avanguardia e di comprovata esperienza del settore in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di Perugia per quel che concerne l’aspetto sanitario.
Si raccomanda comunque il rispetto dell’ordinanza del Sindaco specialmente nella parte in cui si vieta la somministrazione di altro mangime ai piccioni, la chiusura degli spazi e l’apposizione di dissuasori nei luoghi dove solitamente si appostano.


L’Assessore
Ugo Todini

postato da: marioepifani alle ore 15:34 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 20 aprile 2009

CasaPound

 

 

 

 

L'Aquila, 18 Aprile. 

I furgoni di CasaPound Umbria sono partiti in mattinata carichi dei beni raccolti in queste 2 settimane di lavoro, per raggiungere il campo base di CPI situato nel comune di Poggio Picenze. Il tantissimo materiale raccolto, grazie a tutte le persone che ci hanno dato una mano e che si sono dimostrate veramente eccezionali, è stato quindi scaricato e stoccato insieme a quello proveniente dalle altre regioni d' Italia, nei due magazzini che CasaPound Italia gestisce in collaborazione con il comune, uno adibito per il solo materiale alimentare, e l'altro dove trovano posto coperte, indumenti e prodotti per l'igiene.

"Alcuni scatoloni di indumenti intimi non hanno neanche fatto in tempo a raggiungere i magazzini, ma sono stati subito aperti per la consegna", riferisce Andrea Nulli, responsabile di CasaPound Todi. La cosa che è saltata subito agli occhi appena arrivati infatti, è stata la fila di persone davanti ai magazzini, persone che tutti i giorni sono li per cercare indumenti intimi, vestiti, coperte, certe di trovare quello che cercano grazie alla più disparata tipologia di materiale da noi raccolta e differenziata. Non possiamo fare altro quindi, che portarvi i ringraziamenti degli abitanti di Poggio Picenze, i quali, felicissimi del rapporto instaurato con i ragazzi di CasaPound e del lavoro che stanno svolgendo, possono godere realmente ed immediatamente del materiale che tutti avete contribuito a raccogliere in questi giorni.

Ricordiamo che il campo base di CasaPound Italia a Poggio Picenze sarà operativo fino a Novembre, grazie ai ragazzi provenienti da molte regioni d'Italia che, organizzandosi in turni, permettono la copertura continua delle varie mansioni. 

Ranieri Federico.

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Commenti

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Un sentito grazie per l'impegno e la dedizione verso chi in 30 secondi ha perso tutto, grazie da un ex terremotato lucano.

Ii maestro anti.co

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Questi sarebbero quei brutti ceffi neri dei quali parlava, tempo fa, il grande giornalista filosofo e politologo Paolo Gervasi su Tamtam? Sono loro il pericolo crescente per la democrazia, l’attentato alle istituzioni? Bravi ragazzi, le vostre istanze sociali e le vostre azioni vi onorano, disonorando chi ignobilmente ha cercato di gettare fango su una comunità che professa altruismo e possiede una maturità sociale che, mentre per altri sono solo chiacchiere, per voi sono affermazioni di valori ed uno stile di vita.

Mario Epifani

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Che fine hanno fatto i vari Zoccoli, Gervasi e compagnia cantando? Non si leggono più, non intervengono più con le loro filippiche, come mai? Gli manca il materiale? O sono abituati solo a rispondere?

Il maestro anti.co

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Mentre per gli altri sono solo chiacchiere"...Grande Mario, ancora una volta hai centrato il bersaglio. Quei personaggi in Italia, troppo spesso, hanno la lingua veloce ma il resto del corpo estremamente rallentato.
Maurizio Galletti

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Per fare quello che hanno fatto i violenti di destra, quelli facenti parte della nuvola nera che si stava addenzando su Todi, bisognava impegnarsi e soprattutto LAVORARE, cosa che non rientra nel modo di operare dei giovani democratici tuderti. Bravi ragazzi di Casapound.

Il Villano.

 

postato da: marioepifani alle ore 14:23 | Permalink | commenti (4)
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mercoledì, 15 aprile 2009

I cassetti dei Sinistri
(aggiornamento)

Negli anni: 2003, 2006 e 2007, l’Amministrazione Marini ha erogato somme per incentivare la produttività e la partecipazione a progetti obiettivi. In parole povere, in un determinato settore, ci si propone di raggiungere, fissandoli, dei traguardi e si predispongono dei compensi per quelle figure che, partecipando al progetto, ottengono, per lo meno, un risultato aggiuntivo apprezzabile, rispetto a quello atteso dalla normale prestazione lavorativa. Dalla relazione dell’ispettore ministeriale si evince che questi sono stati compensi illegittimi anche perché non basta la mera partecipazione ai progetti per aver diritto ai compensi, ma questi dipendono da valutazioni legate al grado di raggiungimento del progetto medesimo. Nelle fattispecie è stato disatteso il contratto nazionale e quindi certi atti diventano nulli. Non pare sia poca cosa quanto è scritto in merito dal Signor Apricassetti! La questione dei progetti obiettivi investe i settori: Polizia Municipale, Servizio cultura ed il Servizio staff dell'ex Sindaco Marini. Il non senso è che è stato erogato un compenso a lavoratori che hanno semplicemente prodotto di più, prolungando la loro prestazione, per la quale la paga avrebbe dovuto essere la liquidazione degli straordinari. Nel caso dei Vigili Urbani l’Amministrazione ha pagato due volte le prestazioni: prima con il compenso specifico previsto dallo straordinario (in taluni casi recuperato), poi con l’incentivo previsto dal progetto. La somma erogata indebitamente? Circa 33.000 euro. Ma quanto sono stati bravi i Sinistri nell’amministrare il denaro pubblico!
La prossima volta prenderemo in esame la situazione del Servizio cultura.

Commenti

Cio' nonostante la signora Marini non rassegna le sue dimissioni?
Comprendo che questa sua "finanza creativa" le faccia ottenere maggiore stima da parte dei suoi colleghi (politici in genere), ma, almeno al mattino, si guarda allo specchio?

Utente anonimo

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Caro amico, pare che le “dimissioni forzate” gliele facciano dare quelli del PD a livello nazionale, che vogliono candidare nella sua stessa circoscrizione il pacifista Flavio Lotti. Insorgono la Bruscolotti e la Lorenzetti adducendo a favore della Zarina il suo gran da fare per il bene dell’Umbria. Dice la Bruscolotti: “…..in un solo anno da eurodeputata, ha già dimostrato molto, operando con autorevolezza e competenza per il bene della nostra regione.” Ci dicano che cosa ha fatto, oltre ad organizzare visite a Bruxelles ed inviare una strenna natalizia con tanto di litografie di suo fratello. Comunque, di là del fatto se la spunterà o no, resta che, all’interno del PD, pare non sia tenuta tanto in considerazione se le preferiscono Flavio Lotti. Sarà dura per la Zarina che vede Strasburgo sempre più lontano.

Mario Epifani

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Questi pero' cadono sempre in piedi, comunque e' gia' un bene che si smuovano un po' le acque. Colgo l'occasione per ricordare agli amici del blog, di dedicare un pensiero ad un grande personaggio della (contro)cultura italiana che ci ha lasciato: Giano Accame.
M.G.

http://iltempo.ilsole24ore.com/spettacoli/2009/04/17/1014076-giano_accame_ultimo_ragazzo_salo.shtml

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Perche' non mandare al PD nazionale i risultati dell'ispezione? Magari si convincono definitivamente a lasciarla a casa. Io non riesco a fare la considerazione che "comunque" avere un deputato europeo di Todi fa bene, fa prestigio...quando si scopriranno TUTTE le magagne e sara' chiamata a risponderne che figura ci fara' la citta' e la cittadinanza? Ci rimetterebbero tutti, anche chi non l'ha votata e non ha mai avuto nulla a che fare con lei e la sua amministrazione.
utente anonimo
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Sarebbe una buona idea. Bisogna che io richieda una copia in Segreteria comunale. Credo che siano atti pubblici, ma prima è meglio informarsi se si può fare. Io, il rapporto, l’ho solo visionato e preso degli appunti sui fatti più eclatanti. Sì, credo proprio che si potrebbe fare.
Mario Epifani
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CARI AMICI LA SIGNORINA EUROPARLAMENTARE HA FATTO PARECCHIO?
DATE UN OCCHIATA ALL'ESPRESSO DI META' GENNAIO...................ZERO INTERVENTIIIIIIIIIIIIIIIIII.
MIMMO BLACK.
PS ONORE A GIANO ACCAME
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Vedo che non c’è più bisogno di me e sono contento d’essere stato quello che ha smosso le acque. Caro Mario, quello che è apparso sul tuo blog è pesante e grave, ma fa senso il fatto che non c’è stata nessuna smentita da parte dei cattocomunisti nostrani. Fa senso anche il fatto che i GRANDI GIORNALISTI locali non si sono sentiti in dovere di andare a cercare i riscontri di queste pazzie amministrative. Quanto è strana la vita, no?
Il Falco
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Mario secondo me lo devi mannà eccome ai vertici del PIDDI e magari pure a Lotti così vedemo .. visto che c hanno sempre da di che loro so i piu bravi i piu onesti..
-la scimmia -
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Da quello che scrive Tam-Tam sembra che la signora l'abbia scampata ancora una volta. Comunque sia in un modo o nell'altro questi qui, almeno in Umbria, cascano sempre in piedi. Certo se quello che e' stato recentemente accertato, nella gestione pregressa dell'Amministrazione comunale, corrisponde a verita' (non ne dubito) c'e' da chiedersi dove andranno a finire i circa 11.000 euro mensili che la Nilde Iotti de noantri scuce alle casse della sgangerata UE. Ultima considerazione: dopo tutte le stronzate di cui si era reso artefice il fratellino, sommo pittore, come mai l'Amministrazione gli ha rinnovato uno spazio espositivo nel corso della Mostra dell'Antiquariato???
Visto la mal riconoscenza che ripone nei confronti dell'Amministrazione, perche' quando siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico, non ci decidiamo a stroncarli definitivamente ????
Danzig Collev.
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Caro Danzig,
chi come me sognava un’Europa diversa, quella dei popoli e non quella delle lobbie e degli interessi particolari ed egoistici di alcune nazioni, è un europeista deluso. Non è la mia Europa, questa che ci dà le bacchettate sull’immigrazione, pur sapendo bene quanto paghiamo in termini economici e di sicurezza per questo fenomeno. In quanto alla Zarina ed alla sua presunta opera di benefattrice per l’Umbria, non serve inventarsi meriti inesistenti: come tutti i deputati europei viaggia, soggiorna, siede nel Parlamento a barba degli italiani e delle altre genti europee. Sono pienamente d’accordo con te quando affermi che sarebbe logico togliere spazio a soggetti a noi ostili. Non che si debba erigere un muro ideologico, poiché sarebbe lesivo sul piano culturale e sbagliato politicamente, ma sbattere la porta in faccia a chi ha sputato veleno contro il Sindaco, l’assessore Bergamini e la Giunta Municipale tutta, malgrado avesse già trovato disponibilità, mi pare che sia più che legittimo se non doveroso. Il fratello della Zarina, senza essere stato provocato, ne ha dette di “cotte e di crude” contro quest’Amministrazione con valutazioni pesanti, astiose e, secondo lui, ironiche e spassose. Me ne frego, ma di me ha detto che sono un canetto che fa la pipì contro i portoni e lascia “cacatine” addosso alle vetrine dei negozi ed altre “cazzate” del genere. Non mi ricordo i termini con i quali ha offeso la programmazione culturale della Professoressa Bergamini, ma erano indegni per un “artista ed intellettuale” par suo, tanto più che in questa programmazione aveva trovato un suo spazio espositivo. Detto ciò, va precisato che la Rassegna Antiquaria, per convenzione con il Comune, è gestita dalla EPTA che è un Ente di Commercio. Nell’organizzare e gestire la manifestazione non ha potere discriminatorio e non può negare spazi espositivi a qualsivoglia ne faccia richiesta. Credo che le possibilità che l’ente organizzatore abbia siano quelle di negare uno stand quando l’espositore non sia solvente o quando la valutazione sulla qualità delle opere esposte non sia adeguata alla manifestazione stessa. L’Amministrazione, nei fatti specifici, non ha quindi voce in capitolo ed è giusto che sia così.
Mario Epifani
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Mario, condivido appieno le tue considerazioni; quella di Danzig era piu' che altro una provocazione, che aveva l'obiettivo di mettere in evidenza, per l'appunto, l'atteggiamento spocchioso ed irriguardoso, tenuto dal sommo pittore, nei confronti di chi comunque non gli aveva negato visibilita'. Quanto alla UE c'e' poco da aggiungere, cosi' come e' c'e' ben poco da salvare, altro che Euro deputati.
M.G.
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OH, Mario, orsù dimmi quanti voti deve prendere un candidato di sinistra, in Umbria, per essere eletto? Te lo chiedo perchè sui giornali di oggi si legge che Franceschini, alla riunione dei candidati alle europee, abbia parlato a poche decine di persone, che venute da tutta Italia, in pulmans semivuoti, se ne sono tornate a casa delusi, portando qualche bandiera per lo zio o il nonno. Stanno fuggendo?
 il maestro anti.co
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Caro Mario solo per precisazione perchè sarebbe opportuno che l'utenti prima di scrivere si informassero per evitare che anche tu difenda delle cose che non rispondano al vero. Nella chiesa dell'Annunziatina sono esposte delle opere di Marino Marini e non di Graziano Marini, scultore forse più importante del 900 e fino incisore e pittore nato a Pistoia nel 1901 e morto a Viareggio nel 1980. Tanto dovevo.
Roberto Prosperi Presidente EPTA
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Caro Roberto,
forse c’è stata un po’ di superficialità da parte mia, ma le mie considerazioni erano di ordine generale. La leggerezza è stata quella, pur dovendolo sapere o capire, di non correggere l’errore di chi aveva commentato scambiando un MARINI con un Marini.
Mario Epifani
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Per quest'anno va bene, non avevamo approfondito l'argomento, resta il fatto che il Graziano pur avendo ricevuto ampia visibilita' negli eventi organizzati dall'Amministrazione (esposizione dei suoi servizi fotografici con tanto di simposio se non erro durante Todi Festival) abbia sparato a zero contro tutto e tutti (dell'Amministrazione si intende).
M.G.

postato da: marioepifani alle ore 19:36 | Permalink | commenti (12)
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