DIRITTO ALLA PROPRIETA’
DELLA CASA
20 marzo 2008
Io, vittima dei fallimenti immobiliari...
(http://www.iltamtam.it/Default.aspx?id=40)
Non so più a chi scrivere... Ho proprio bisogno di sfogarmi per questo senso di impotenza che mi assale, quando leggo delle case che acquistano i politici a prezzi speciali.
Siamo una famiglia di operai, mio marito lavora in fabbrica e fra 5 anni va in pensione, io faccio le pulizie part time per una cooperativa, due figli ancora in età scolare.
E visto che i telegiornali ci parlano anche di quel politico che prende più di 5 mila euro di pensione e che tutti i politici guadagnano più di quello che gli serve, ma purtroppo non trovano il modo di prendere meno, io vorrei chiedere loro, per una volta, di fare della beneficienza anche nei confronti di chi, come me, si trova coinvolto in FALLIMENTI IMMOBILIARI, che ha buttato tutta una vita di risparmi in un piccolo appartamento di 80 mq, e che si ritrova con niente in mano, e la necessità di fare un altro mutuo per acquistare per la seconda volta l'immobile. Noi siamo fortunati ad aver trovato una banca che ancora ci fa credito, ma altri nella mia situazione, sono in pensione o non hanno sufficienti garanzie per riacquistare!
E'vero che è stato istituito un Fondo di Solidarietà, però va a rilento, si blocca, non ha fondi ancora a sufficienza, perché la fonte da cui si nutre non funziona.
Perché non si mettono tutti una mano sul cuore, e ci danno una mano per ricomprare questa casa, che le vittime di fallimenti immobiliari, il più delle volte devono comprare due volte, spesso, come noi, finendo sul lastrico?
Vorrei sapere davvero, dai nostri politici italiani, e in maniera tangibile, quanto gli sta a cuore il bene degli italiani.
So che è un argomento poco interessante per i media, forse non fa granché notizia la povertà e la sfortuna di aver giocato alla roulette russa invece di acquistarsi un piccolo tetto da metterci sulla testa.
Ma vorrei che si leggesse il sito della CONAFI, coordinamento nazionale vittime fallimenti immobiliari, http://www.conafi.net/, dove è spiegato meglio che non siamo una goccia nel mare, siamo davvero tanti, più di 250 mila vittime non mi pare che non possa far notizia o scalpore. Tutti ugualmente vittime, tutte rovinate perché esiste ancora una legge del 1945 o giù di lì, che dice che tu paghi ma se non finalizzi col rogito, nessuna carta conta, nessuna firma conta, TU NON SEI NESSUNO, rimani un benefattore della società che invece avrebbe dovuto darti una casa ed è fallita anzitempo.
Ecco, noi adesso ricompreremo la casa a 50 anni suonati, e finiremo a 80 anni di pagare.
Saluti, spero che questo mio scritto arrivi a qualcuno, almeno sapere che qualcuno mi legge è già un piccolo aiuto.
Silvia Nigretto
Cara signora Silvia,
ho letto il Suo sfogo e le Sue legittime rimostranze verso una società che, imbevuta da ipocrisie sull’accoglimento, la tolleranza e via dicendo, si dimentica delle situazioni angosciose e reali dei cittadini italiani. Sono le conseguenze del mondialismo, che altro non è che la maschera del capitalismo e degli interessi egoistici di “caste" superiori e dei privilegiati dalla politica.
Non la consolerà se Le dico che non è la sola a tirare la cinghia mentre c’è chi sciala, infischiandosene di chi si ritrova salassato dalle banche. C’è chi prende vitalizi da nababbo e chi deve barcamenarsi con una pensione al limite della sopravvivenza. C’è chi può comprarsi un attico a Roma con quattro soldi (attico e soldi nostri) e chi suda tutta la vita per dare una casa ai propri figli. Questi grandi politici che parlano, promettono, mentiscono ed hanno il sorcio in bocca, non hanno mai attuato una politica seria sulla casa.
In questa campagna elettorale, in molti, affrontano quest’annoso problema, ma nessuno ha il coraggio di dire che una soluzione c’è ed è lo svincolarsi dai palazzinari e dalle speculazioni bancarie. E sui quesiti degli non appartenenti alla casta che i cultori del dio denaro affondano il coltello. Non mi si dica di fare qualunquismo o demagogia, ma la soluzione per ogni problema sociale c’è! Sicuramente togliendo a chi ha troppo e a chi non merita.
Liberismo, progressismo, riformismo: tante belle parole che, come quella di democrazia, riempiono le bocche degli imbonitori e le loro tasche. Hanno smantellato lo Stato sociale e, certamente, non intendono invertire la rotta. Sul diritto ad avere una casa, noi di Fiamma, abbiamo (scopiazzata un poco da tutti) una proposta di legge, che il sottoscritto ha trasformato in proposta da attuare in ambito comunale.
Fosse l’ultima delle mie battaglie, pretenderò che l'Amministrazione di centrodestra di Todi dia questo forte segnale sociale, realizzando case a costo minimo e reale senza l’intermediazione delle banche. A Todi la proposta è stata presentata al Sindaco Ruggiano ed alla Giunta, che hanno esternato attenzione ed interesse a questo progetto. Farò in modo che dalle intenzioni si passi ai fatti. La mia solidarietà, signora Silvia.
Mario Epifani - consigliere comunale Todi
All’attenzione del Sindaco di Todi
della Giunta municipale
p.c. ai capigruppo consiliari
PROPOSTA D’ISTITUZIONE COMUNALE DEL “MUTUO SOCIALE”
Il Gruppo consiliare al comune di Todi del Movimento Sociale-Fiamma Tricolore propone che l’Amministrazione comunale di Todi istituisca un Ente comunale che soprintenda alla costruzione di case e quartieri a misura d'uomo con risorse economiche pubbliche e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie di altri immobili con la formula del mutuo sociale, ovvero: una rata senza interessi, che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, che venga sospesa in caso di disoccupazione e che non passi attraverso le banche.
L’Ente si occuperà di costruire nuovi quartieri con modelli di bioarchitettura tradizionale, a bassa densità abitativa e con tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili. Si dovranno utilizzare, per la costruzione dei quartieri, terreni appartenenti al pubblico demanio e quindi con costo zero dell’aree edificabili.
L'Istituto Comunale per il Mutuo Sociale, per la progettazione dei quartieri, non deve pagare famosi e costosi architetti, ma bandire concorsi fra giovani professionisti ed istituti universitari d’architettura e urbanistica. In questo modo, l'Istituto Comunale per il Mutuo Sociale non paga terreni, non paga concessioni e tasse e non paga progettazioni, abbattendo così i costi di costruzione in maniera radicale, poiché, in qualità di ente pubblico, non deve mirare al profitto. Questo permetterà di vendere le case costruite a reale prezzo di costo, calcolando esclusivamente materiali edili e manodopera.
Il prezzo finale per una casa di 100mq, costruita a queste condizioni è di circa 80.000 Euro! Vanno previste costruzioni di case, in palazzi bassi con massimo cinque nuclei familiari per palazzina, in quartieri nel verde, a misura, socialmente, attorno all'uomo, con rispetto delle esigenza comunitarie.
Le case di questi quartieri devo essere assegnate, quindi vendute, con la formula del MUTUO SOCIALE che deve significare vendita a rate da parte dell'Ente Istituto Comunale alla famiglia che accede al mutuo. L'Ente vende a prezzo di costo, ossia allo stesso prezzo che è stato pagato dall'Ente stessa per la realizzazione, senza interessi applicati alla rateizzazione. Come primo atto, dell'assegnazione di un MUTUO SOCIALE, le famiglie non ricevono denaro ma una casa di nuova costruzione.
Possono accedere al MUTUO SOCIALE solo famiglie in cui nessun componente del nucleo risulti proprietario di altro immobile.
Visto il carattere permanente della formula del MUTUO SOCIALE, possono accedere solo famiglie con cittadinanza italiana e residenti da almeno cinque anni nel territorio comunale. Per le altre rimangono le forme esistenti di assistenza alloggiativa.
La famiglia paga il MUTUO SOCIALE con una rata che non può superare 1/5 delle entrate economiche familiari. Ossia, se la famiglia ha entrate per 1000 euro la rata del MUTUO SOCIALE deve essere di 200 euro mensili.
Se tutti i membri maggiorenni della famiglia risultano disoccupati la famiglia può dichiarare lo stato di TOTALE DISOCCUPAZIONE e il pagamento del mutuo viene interrotto senza che si perda il diritto di proprietà. La famiglia riprenderà il pagamento del mutuo quando tornerà ad avere introiti finanziari.
La famiglia che dichiara lo stato di TOTALE DISOCCUPAZIONE viene seguita costantemente da un'assistente sociale inviato dall' Istituto Comunale per il MUTUO SOCIALE. Le funzioni di tale assistente sono d’aiuto sociale, mirate all'ottenimento di un nuovo lavoro ma anche di controllo. Qualora l'assistente sociale accerti che una componente della famiglia, che dichiara TOTALE DISOCCUPAZIONE in realtà lavora e dichiara il falso per non pagare il mutuo, la famiglia in questione perderà il titolo di proprietà e la casa sarà assegnata ad un'altra famiglia.
La proprietà della casa acquisita con MUTUO SOCIALE è vincolata: essa non può essere rivenduta, affittata, messa a garanzia di un prestito o ipotecata. La casa ottenuta con mutuo sociale è quindi economicamente inerte e deve essere utilizzata esclusivamente come abitazione per la famiglia che ne è proprietaria. Non può essere quindi né pignorata né confiscata.
Per il finanziamento, l’Amministrazione comunale, cioè l’Ente Mutuo Sociale, trova i fondi per costruire le case da assegnare a mutuo sociale, inizialmente ed esclusivamente utilizzando i fondi regionali a disposizione per l'emergenza abitativa, per le politiche di edilizia residenziale pubblica e con i fondi europei specifici. In una seconda fase utilizzerà le entrate derivanti dai pagamenti mensili delle rate del MUTUO SOCIALE e quelle derivanti dall'affitto dei locali com-merciali dei nuovi quartieri. Si creerà in questa maniera un circolo finanziario che non necessità di continui finanziamenti da parte dello Stato o della Regione.
Gruppo consiliare al Comune di Todi di Fiamma Tricolore
COMMENTI
Caro signor Epifani, ho letto il suo intervento (e quello della signora Silvia) su Tam Tam online.Condivido le sue proposte riguardanti l'edilizia "sociale", ma mi chiedo e le chiedo: e l'ATER?
Non voglio difenderlo, sia ben inteso, ma le domando: non sarebbe piu' pratico e meno costoso rivedere i principi di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica?
Perche'persone naturalizzate italiane debbono ereditare (senza averne reale diritto) un alloggio pubblico di 90mq al fitto di 60 euro mensili circa e viverci da soli (e nel continuo sfregio dei vicini, delle leggi e delle istituzioni)?
Non sarebbe il caso di "redistribuire gli spazi abitativi" in maniera piu' consona (e meritevole).E spieghi al sindaco che (nei nuovi alloggi di Ponterio) non serve "mescolare" nazionalita' ed etnie per migliorare l'inserimento culturale, come da lui stesso annunciato tempo in dietro.Gli estracomunitari (e lo dico per esperienza diretta) "pretendono" che le provrie tradizioni ed usanze vengano rispettate ed accettate dai vicini e se ne fregano che questo possa arrecare danno o disturbo.Meglio quindi far si che possano"esprimere" le loro tradizioni tra di loro ed evitare problemi legali ed arrabbiature ai poveri vicini, resi impotenti dalla attuale legislatura.
Se vorra' potro' fornirle copia della mia lettera raccomandara inviata al presidente dell'ATER questa estate e che attende ancora risposta.
Grazie per la sua attenzione.
Rispondendo al signore che ha inteso intervenire sul problema della casa, devo subito dire che la proposta del Mutuo Sociale è una soluzione totalmente diversa dall’edilizia popolare, dove le progettazioni, gli appalti e le attribuzioni diventano strumento di interessi e speculazioni. Interessi delle forze politiche al potere e dei costruttori. Speculazioni poiché le attribuzioni avvengono per meri favoritismi e vantaggi politici o, come Lei afferma, per quel demagogico bonismo a senso unico che vede privilegiati gli extracomunitari, rispetto ai cittadini italiani che si trovano nell’esigenza di avere un tetto. Tanto per non dare motivo di strumentalizzazioni, voglio precisare che non si tratta di razza o colore della pelle: il cittadino italiano può essere bianco o nero, ma con tanto di cittadinanza. Gli italiani, quindi, per primi! L’edilizia popolare prevede l’assegnazione di un’abitazione per il cui uso viene previsto un canone. Il Mutuo Sociale si indirizza al principio del possesso, cioè al diritto d’ogni cittadino di possedere una casa propria, pagandola senza intermediazioni delle banche con rate rapportate alla situazione economica del nucleo familiare. Oggi si privilegiano gli stranieri e non solo in questo campo. Basti pensare ai sussidi elargiti, ai posti negli asili nidi ed ai mantenimenti in strutture sovvenzionate da denaro pubblico. Ieri, non c’erano gli extracomunitari, ma avvenivano, più o meno, le stesse cose. Ho avuto l’opportunità, quando ero consigliere dell’opposizione negli anni ottanta, di far parte della commissione che redasse le graduatorie, dopo aver effettuato i sopralluoghi. I gruppi incaricati delle valutazioni erano composti da un tecnico comunale e da due consiglieri: uno di minoranza ed uno di maggioranza. Fu una vera espressione di democrazia e di trasparenza ed il lavoro svolto risultò ottimo. Trasferite le graduatorie alla commissione centrale provinciale, tornarono in Comune completamente stravolte, tanto che il sottoscritto si rifiutò (fui l’unico consigliere, assieme a Gabassi) di votarle e ratificarle. Ai compagni dei compagni i punti avevano “figliato” e qualche famiglia, veramente in necessità, se li trovò dimezzati. Ah, va detto che la provincia di Perugia è stata da sempre appannaggio dei Sinistri. Noi di Fiamma siamo convinti che la nostra proposta, se attuata, sarebbe una grande conquista sociale, per il fine che si propone e per la chiarezza delle regole.