Dal signor Ferracchiati ricevo, in risposta alla mia richiesta di documentazioni riguardanti il vigneto di Petroro, un reiterato diniego. Riporto sotto il testo della sua nota con data 28 settembre 2007.
Al Consigliere Mario Epifani
TODI
OGGETTO: richiesta visione e copia documentazione del 20 agosto 2007-09-29
Si comunica che la documentazione richiesta, essendo particolarmente complessa, articolata e corposa, necessita di una specifica indicazione per permettere all’ufficio di fare copia solo degli atti interessati all’oggetto. Tale specifica potrà essere fatta per iscritto o direttamente in sede dal richiedente.
Si rammenta che, in base al Regolamento dell’Ente in materia di accesso ai documenti amministrativi, le copie degli atti devono essere rimborsate come determinato dall’art. 12 del Regolamento stesso, tramite versamento alla Tesoreria dell’Ente, esibendo la bolletta al momento del ritiro. S’informa che qualora si voglia procedere all’acquisizione tramite l’Ufficio del Segretario Generale Comunale del Comune di Todi, sarà sufficiente la comunicazione scritta dell’Ufficio Comunale stesso. In tale caso il rimborso delle copie della documentazione non è dovuto.
Distinti saluti.
Il Presidente
(Dr. Paolo Ferracchiati)
Ricordo al Dottor Ferracchiati che esiste un regolamento comunale e che il sottoscritto non è (per il caso specifico) un cittadino qualunque e che le sue richieste sono tendenti a svolgere il ruolo assegnatogli dagli elettori. Allora gli rinfresco la memoria:
Così recita, signor Presidente, l’Art. 18 al comma 1 del Regolamento comunale: “I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, dalle sue aziende, istituzioni ed enti dipendenti o a cui partecipa, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all’espletamento del mandato consiliare.”
Poi, l’art. 19, comma 1, dice: “I consiglieri comunali, con apposita richiesta, hanno diritto al rilascio di copia di tutti gli atti e documenti formati dall’ente, in possesso o comunque utilizzati dallo stesso ai fini dell’attività amministrativa.”
Il comma 4 dello stesso articolo aggiunge: “Il rilascio delle copie avviene entro cinque giorni successivi a quello della richiesta, salvo che si tratti di atti particolarmente complessi, nel qual caso alla presentazione della richiesta viene precisato il maggior termine per il rilascio.”
Infine c’è il comma 6, sempre del medesimo articolo 19 che inequivocabilmente afferma: “Le copie vengono rilasciate in esenzione dei costi di produzione, di ricerca e dei diritti di segreteria in quanto il loro uso è limitato all’esercizio dei diritti elettorali inerenti la carica di consigliere ed in nessun caso egli può far uso privato degli atti e documenti così acquisiti.”
L’art. 12 del regolamento dell’Etab, al quale si appella il Presidente, regolamento che è opera sua, non fa riferimento ai Consiglieri comunali, anzi, l’ultimo suo comma dice: “I SUDDETTI COSTI NON SONO DOVUTI SE AD ESERCITARE L’ACCESSO DEGLI ATTI O A RICHIEDERE COPIE DEGLI STESSI SONO I SOGGETTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE…….” ed io sono uno dei quei soggetti e mi trovo costretto a sollecitare il Presidente Ferracchiati a leggere con attenzione il suo Regolamento, che in ogni caso, essendo un regolamento di un Ente dipendente dal Comune di Todi, mai potrebbe avere articoli in contrasto con quello comunale e con il diritto sancito dalle leggi nazionali di un eletto dai cittadini. Se il suo atteggiamento dovesse perdurare, mio malgrado, mi troverei costretto ad agire contro di lui per omissioni d’atti d’ufficio.
Mario Epifani Consigliere di Fiamma Tricolore
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